Tagliatella a Matassa Farro Bio — vista 1
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— Tagliatella a Matassa Farro Bio

Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

Tagliatella a Matassa Farro Bio

Tagliatella di farro integrale arrotolata a matassa, cinque minuti di cottura.

Pasta di Grani AntichiMaiella

Tagliatella a Matassa N.188 della linea biologica "Pietra Bio" del pastificio Cav. Giuseppe Cocco, prodotta con farina integrale di farro Triticum dicoccum, coltivato con metodo biologico nel centro Italia e macinato con molitura a pietra. Sapore rustico, consistenza leggera, colore bruno.

La storia dietro questo prodotto

Come nasce, in poche righe

Impasto lento e a freddo con l'acqua di Fara San Martino, trafilatura in bronzo ed essiccazione statica fra i 46 e i 48 gradi: la stessa lavorazione di tutta la produzione del pastificio.

La sfoglia di farro arrotolata a matassa come sui telai di una volta: si cala intera e si apre in acqua.

Confezione da 400 g, diversa dai 500 g degli altri formati, 5 minuti di cottura.

Puo' contenere tracce di uova e senape.

Dettagli tecnici

La scheda completa, senza giri di parole.

Categoria
Pasta di Grani Antichi
Territorio
Maiella
Conservazione
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce.
Produttore
Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.
Comune
Fara San Martino (CH) — 440 m s.l.m.
Ingredienti & materia prima
  • —Farina integrale di farro (Triticum dicoccum) biologica macinata a pietra
  • —Acqua
Valori nutrizionali
Valori nutrizionaliValori medi per 100 g: 1430 kJ / 341 kcal; Grassi 1,7 g, di cui saturi 0,3 g; Carboidrati 67,1 g, di cui zuccheri 1,9 g; Fibre 5,7 g; Proteine 12,2 g; Sale 0,04 g.
Certificazioni & riconoscimenti
BiologicoCatalogo Biodistretto Maximo
Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

Chi lo fa — dal 1944

Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

« Gli ingredienti per una buona pasta sono quattro: il grano, l'acqua, l'aria e la lavorazione. »

Pastificio artigiano di Fara San Martino, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, dove la pasta si fa da oltre un secolo. Domenico Cocco entra in pastificio nel 1916, a quattordici anni; il figlio Giuseppe — "Mastro Peppe", poi Cavaliere del Lavoro — raccoglie il mestiere nel 1944, cercando fra le macerie dei bombardamenti i pezzi delle macchine dei pastai di allora. Oggi lavorano i figli e i nipoti, con gli stessi gesti: impasto lento e a freddo con l'acqua di Fara San Martino, trafile di bronzo tonde a foro unico, essiccazione statica fra i 46 e i 48 gradi in essiccatoi costruiti come quelli di una volta. Oltre cento formati, in piccole produzioni.

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