Penna Rigata Farro Bio — vista 1
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— Penna Rigata Farro Bio

Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

Penna Rigata Farro Bio

Penna rigata di farro integrale, righe profonde e cottura breve.

Pasta di Grani AntichiMaiella

Penna Rigata N.185 della linea biologica "Pietra Bio" del pastificio Cav. Giuseppe Cocco, prodotta con farina integrale di farro Triticum dicoccum, coltivato con metodo biologico nel centro Italia e macinato con molitura a pietra. Sapore rustico, consistenza leggera, colore bruno.

La storia dietro questo prodotto

Come nasce, in poche righe

Impasto lento e a freddo con l'acqua di Fara San Martino, trafilatura in bronzo ed essiccazione statica fra i 46 e i 48 gradi: la stessa lavorazione di tutta la produzione del pastificio.

Il formato corto di tutti i giorni della linea al farro: righe profonde, sei minuti, e un sapore che resta riconoscibile anche sotto il condimento.

Confezione da 500 g, 6 minuti di cottura.

Puo' contenere tracce di uova e senape.

Dettagli tecnici

La scheda completa, senza giri di parole.

Categoria
Pasta di Grani Antichi
Territorio
Maiella
Conservazione
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce.
Produttore
Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.
Comune
Fara San Martino (CH) — 440 m s.l.m.
Ingredienti & materia prima
  • —Farina integrale di farro (Triticum dicoccum) biologica macinata a pietra
  • —Acqua
Valori nutrizionali
Valori nutrizionaliValori medi per 100 g: 1430 kJ / 341 kcal; Grassi 1,7 g, di cui saturi 0,3 g; Carboidrati 67,1 g, di cui zuccheri 1,9 g; Fibre 5,7 g; Proteine 12,2 g; Sale 0,04 g.
Certificazioni & riconoscimenti
BiologicoCatalogo Biodistretto Maximo
Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

Chi lo fa — dal 1944

Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l.

« Gli ingredienti per una buona pasta sono quattro: il grano, l'acqua, l'aria e la lavorazione. »

Pastificio artigiano di Fara San Martino, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, dove la pasta si fa da oltre un secolo. Domenico Cocco entra in pastificio nel 1916, a quattordici anni; il figlio Giuseppe — "Mastro Peppe", poi Cavaliere del Lavoro — raccoglie il mestiere nel 1944, cercando fra le macerie dei bombardamenti i pezzi delle macchine dei pastai di allora. Oggi lavorano i figli e i nipoti, con gli stessi gesti: impasto lento e a freddo con l'acqua di Fara San Martino, trafile di bronzo tonde a foro unico, essiccazione statica fra i 46 e i 48 gradi in essiccatoi costruiti come quelli di una volta. Oltre cento formati, in piccole produzioni.

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